{"id":2506,"date":"2013-06-05T16:11:54","date_gmt":"2013-06-05T14:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/weblusive.com\/epic\/?page_id=2506"},"modified":"2014-10-30T15:32:22","modified_gmt":"2014-10-30T13:32:22","slug":"buttons","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.officinesalin.it\/?page_id=2506","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<h2>Breve storia tratta da &#8220;Le realizzazioni di Salin&#8221;&#8230;<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Il nome di <strong>Salin<\/strong> risale ai primi anni del 1800 ed era considerato molto bene per la costruzione di carri, carrette e carrozze.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Mio nonno fin da bambino venne utilizzato come apprendista nella bottega di Borgo San Sebastiano in Marostica, dove parte del lavoro veniva eseguito in strada davanti alla bottega.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel 1902, e cio\u00e8 a 15 anni, la famiglia decise di avviarlo al lavoro meccanico per cui venne inviato alle Officine Milani di Battaglia &#8211; Padova, costruttore di macchine agricole.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Mio nonno concord\u00f2 come compenso al lavoro il vitto e la sistemazione a dormire sotto il banco del falegname, i truccioli di legno servivano da materasso.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Il lavoro durava dall&#8217;alba fino al tramonto e d&#8217;estate anche di 18 ore, doveva lavorare anche la domenica poich\u00e8 mangiava anche la domenica.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dopo tre anni stanco di tale trattamento si trasfer\u00ec a Conselve dove trov\u00f2 un trattamento migliore ed una cuccetta per dormire.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>A Conselve costruiva macchine agricole ma soprattutto era addetto alla riparazione di caldaie a vapore e locomobili.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Tale lavoro dur\u00f2 fino alla fine del 1906 quando, stanco per le continue costrizioni e sofferenze, decise di mettere la sua poca roba in un sacco e prese la via del ritorno a piedi verso casa, che distava circa 70 Km.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Al rientro in famiglia mio\u00a0nonno si procur\u00f2 un trapano, una forgia, un&#8217;incudine ed una morsapoi un p\u00f2 alla volta acquist\u00f2 altri attrezzi.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Come primo lavoro si dedico alla riparazione dei molini.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Nel febbraio 1907 assunse l&#8217;incarico di smontare un molino a Breganze e dopo una accurata revisione lo install\u00f2 in Austria a Strigno, fu veramente un trionfo ed il titolare gli regal\u00f2 cinque marenghi d&#8217;oro, naturalmente dopo aver pagato quanto pattuito.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dalla fine del 1907 al 9 settembre 1909 effettu\u00f2 il servizio militare.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Al rientro acquist\u00f2 dalla ditta Carlo Naef di Milano un tornio da 3 metri fra le punte e una pialla da 1000x500x500 che sistem\u00f2 nella casa paterna in via San Sebastiano dedicandosi ai lavori di fabbro meccanico ed alla costruzione di attrezzi agricoli.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>In seguito allo sviluppo dell&#8217;industria dei capelli di paglia, trov\u00f2 lavoro alla costruzione di impianti di trasmissione per il funzionamento delle macchine da cucire, impianti di riscaldamento a vapore e montaggio delle caldaie cornovaglia ed alla sorveglianza delle delle stesse poich\u00e8 era l&#8217;unico patentato alla conduzione.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6>Aumentando il lavoro nel 1910 ed avendo la necessit\u00e0 di un ambiente pi\u00f9 grande acquisto un appezzamento di terreno in via Pizzamano e fece costruire un capannone.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Lo spazio pi\u00f9 grande gli permise la costruzione delle presse idrauliche per la formatura dei cappelli di paglia e di vari attrezzi per tale industria.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Aument\u00f2 il numero di apprendisti ed operai per un totale di circa 10 unit\u00e0.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel 1913 in base ad un decreto governativo dovette fare l&#8217;assicurazione per gli infortuni sul lavoro con l&#8217;Assicurazione Lomellina.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel 1914 con lo scoppio della prima guerra mondiale il lavoro cominci\u00f2 a scarseggiare perci\u00f2 fino alla sua chiamata alle armi nel maggio del 1915 si dedic\u00f2 alla costruzione di spolette per proiettili di artiglieria.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dal 15 maggio 1915 al 1\u00b0 maggio 1919 fece il servizio militare.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>L&#8217;officina, requisita dai militari trasfer\u00ec le attrezzature a Rovato (Brescia) per il timore che cadessero nelle mani del nemico.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Al ritorno il lavoro era cambiato e pur mantenendo il lavoro di meccanico si dedic\u00f2 alla riparazione di automobili e autocarri.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Con la ripresa della produzione dei cappelli di paglia riprese la manutenzione delle macchine da cucire ed intraprese la fusione delle forme di zinco ed alluminio sempre per la pressatura dei cappelli di paglia.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel 1932 si dedic\u00f2 alla trasformazione di macchine per il marmo ed alla costruzione di qualche macchina nuova, lo stesso fece con le macchine per la lana di legno.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel 1943 l&#8217;officina fu requisita dal comando tedesco e costretta a lavorare alla riparazione delle macchine dell&#8217;esercito fino all&#8217;aprile 1945.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>il 24 aprile 1945 il figlio, (mio padre) ritorn\u00f2 dalla prigionia. La ripresa del lavoro fu molto difficile perch\u00e8 con la guerra gli animi erano molto esasperati e tutti avevano diritti ma nessun dovere.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Parecchi lavori furono eseguiti ma non pagati. In quel periodo furono fatti molti progetti in cerca di un lavoro pi\u00f9 tranquillo.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>In prigionia lavor\u00f2 in fonderia e pur essendo un lavoro pesante, molto faticoso, caldo d&#8217;estate e freddo d&#8217;inverno ne torn\u00f2 affascinato.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nel settembre del 1945 si rec\u00f2 al distretto militare di Vicenza dove venne liquidato di tutti gli emolumenti di prigionia cio\u00e8 dall&#8217;8 settembre 1943 al maggio del 1945.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Con i soldi ricevuti and\u00f2 al bivio di Porta S. Felice a Vicenza e con mezzi di fortuna si diresse a Milano.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Seguente arrivo a Milano, si rec\u00f2 da un vecchio amico del padre ex fornitore di prodotti per fonderia ai tempi che fondeva le forme di alluminio.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>L&#8217;incontro fu meraviglioso e dopo i soliti convenevoli spieg\u00f2 il desiderio di acquistare un forno fusorio per la fusione della ghisa.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Questo lo indirizz\u00f2 da un suo amico alla periferia di Milano presso la ditta Invictus.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Nelle prime ore del pomeriggio rintracci\u00f2 la Ditta e spieg\u00f2 le sue esigenze al titolare.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Il titolare della Ditta lo aiut\u00f2 molto, le fece vedere le varie possibilit\u00e0 e dietro i suoi consigli dopo circa due ore stese il contratto di un forno al prezzo di \u00a3. 50.000, diede un acconto di \u00a3. 20.000 ed il resto alla consegna, cio\u00e8 dopo 45 giorni.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Il prezzo non poteva superare \u00a3. 60.000 in seguito ai continui aumenti dei costi dell&#8217;immediato dopo guerra.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>A fine luglio con un camion della ditta Orso di Nove si rec\u00f2 a Milano (camion funzionante con gasometro a legna), caric\u00f2 il cubilot pag\u00f2 \u00a3. 40.000 poich\u00e8 nei due mesi il costo fu notevolmente aumentato.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dopo pochi giorni riusc\u00ec a trovare un operaio ex dipendente della ditta Laverda di Breganze pratico di fonderia e veramente capace.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Con lo stesso inizi\u00f2 ad installare il forno vicino ad un capannone in legno fatto nel 1916 dai soldati italiani.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Il capannone fu adibito alla posa di eventuali staffe per la fusione. Nel mese di dicembre 1945 fu terminato il montaggio del cubilot.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Le prime fusioni in marzo 1946 furono delle vere avventure. Dalle prime fusioni di 200-300 Kg, visti i buoni risultati, la produzione aument\u00f2 in modo considerevole.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dalla fusione di incastellature per presse chein vari pezzi che venivano uniti con bulloni, si pass\u00f2 a fondere delle levigatrici per marmo.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Le colonne che pesavano circa 400 Kg venivano fatte in due pezzi ed imbullonate a met\u00e0.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Per alcuni anni l&#8217;attivit\u00e0 prosegu\u00ec con riparazioni di macchine per il legno, trasformazioni di centraline idrauliche per presse, riparazioni e modifiche di macchine per il\u00a0marmo e produzione di piccoli presse ed altre attrezzature.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Con la ripresa economica degli anni cinquanta inizi\u00f2 la vera progettazione e la costruzione dei modelli in legno e la successiva fusione dei pezzi.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>La vera produzione inizi\u00f2 nel 1953 E FU UN CONTINUO SUCCESSO.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Con la vendita in Italia e poi in tutto il mondo nel 1992 raggiungemmo la vendita di circa 10.000 macchine, con la chiusura del reparto fonderia abbiamo iniziato la costruzione delle strutture in carpenteria di acciaio iniziando la collaborazone con varie strutture produttive della nostra regione, unendo le singole sinergie al fine di otternere un prodotto di altissima qualit\u00e0 con costi estremamente competitivi.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>I nostri patners infatti sono stati selezionati nel corso degli anni in base alle oro professionalit\u00e0.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>I risultati e l&#8217;affidabilit\u00e0 dei nostri prodotti hanno confermato la validit\u00e0 delle nostre scelte.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La bottega Salin alla fine del 1890<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2506 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a rel=\"prettyPhoto[wpgl-slides]\" href=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin2.jpg\"='http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin2.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin2-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin2-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a rel=\"prettyPhoto[wpgl-slides]\" href=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin1.jpg\"='http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin1.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin1-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.officinesalin.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/bottegasalin1-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve storia tratta da &#8220;Le realizzazioni di Salin&#8221;&#8230; 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